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41x42cm QUADRO FIRMATO VINTAGE FLOREALE OPERA D ARTE DEL PITTORE G. PANCALDI P14 on Sale
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 ACQUERELLO
Opera del Maestro Gaetano Pancaldi (1922-2014)
Piumazzo di Castelfranco Emilia (Modena)
Opera del Maestro Gaetano Pancaldi (1922-2014)
Piumazzo di Castelfranco Emilia (Modena)
DESCRIZIONE DESCRIPTION
Soggetto: floreale
Autore: Gaetano Pancaldi (Piumazzo di Castelfranco Emilia, 1922-2014).
La rappresentazione della natura e della vita quotidiana erano tra i soggetti preferiti dall artista che è stato molto attivo e conosciuto nel modenese a causa della sua attività di grafico cartellonista per il Partito Comunista di Modena ed alle numerose mostre realizzate. Pancaldi venne in contatto con importanti pittori dell epoca come Guttuso e Morandi dai quali fu influenzato.
Pittore instancabile, Pancaldi ha lavorato fino agli ultimi anni con immutata passione.
I disegni e gli acquerelli che proponiamo sono un interessante testimonianza dell attività di studio che il pittore ha svolto soprattutto in gioventù.
La rappresentazione della natura e della vita quotidiana erano tra i soggetti preferiti dall artista che è stato molto attivo e conosciuto nel modenese a causa della sua attività di grafico cartellonista per il Partito Comunista di Modena ed alle numerose mostre realizzate. Pancaldi venne in contatto con importanti pittori dell epoca come Guttuso e Morandi dai quali fu influenzato.
Pittore instancabile, Pancaldi ha lavorato fino agli ultimi anni con immutata passione.
I disegni e gli acquerelli che proponiamo sono un interessante testimonianza dell attività di studio che il pittore ha svolto soprattutto in gioventù.
Supporto e tecnica: acquerello
Epoca: anni 60
Provenienza: Emilia Romagna
Condizioni: ottime
Misure: 41 x 42 cm
Epoca: anni 60
Provenienza: Emilia Romagna
Condizioni: ottime
Misure: 41 x 42 cm
Gaetano Pancaldi è un poeta di microcosmi, di mondi lontani e ormai dimenticati, di atmosfere contadine e paesane rivissute con ingenuità e sincera passione, con gli occhi pieni di meraviglia e curiosità dei bambini di un tempo. Egli riporta in vita i riti della campagna, il lavoro paziente dei buoi, i gesti senza tempo dei contadini e della massaie, gli ambienti rustici ed accoglienti in cui i cibi avevano sapori irripetibili e le storie nascevano per diventare proverbi e filastrocche da trasmettere per secoli.
Quadri in cui i colori e le luci ritrovano le limpidezze di primavere lontane, l allegria dei voli delle rondini e dei canti dei mietitori, atmosfere in cui il cadere della neve a Natale o il fiorire delle rose a maggio erano eventi magici erano a lungo desiderati come se accadessero per la prima volta. Per contro egli ha cercato di rendere l isteria del mondo contemporaneo, senza gioia e senza meraviglia, dove il ritmo delle azioni è programmato in sedi estranee all uomo e alla sua natura, innaturale, dunque, e quasi crudele. Il contrasto è drammatico, l effetto impressionante anche se più tecnico e per così dire, forzato.
La vera ispirazione di Pancaldi è il mondo perduto delle processioni e della trebbiatura, delle stalle e delle aie risplendenti di pula dorata, dei pulcini che seguono le chiocce lungo i filari dissodati dalla fatica della vanga e della zappa. C è il senso della fatica più aspra, nei suoi quadri, e della gioia più semplice e pura.
(Valerio Massimo Manfredi)
Quadri in cui i colori e le luci ritrovano le limpidezze di primavere lontane, l allegria dei voli delle rondini e dei canti dei mietitori, atmosfere in cui il cadere della neve a Natale o il fiorire delle rose a maggio erano eventi magici erano a lungo desiderati come se accadessero per la prima volta. Per contro egli ha cercato di rendere l isteria del mondo contemporaneo, senza gioia e senza meraviglia, dove il ritmo delle azioni è programmato in sedi estranee all uomo e alla sua natura, innaturale, dunque, e quasi crudele. Il contrasto è drammatico, l effetto impressionante anche se più tecnico e per così dire, forzato.
La vera ispirazione di Pancaldi è il mondo perduto delle processioni e della trebbiatura, delle stalle e delle aie risplendenti di pula dorata, dei pulcini che seguono le chiocce lungo i filari dissodati dalla fatica della vanga e della zappa. C è il senso della fatica più aspra, nei suoi quadri, e della gioia più semplice e pura.
(Valerio Massimo Manfredi)
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